Tribunale di Sorveglianza di Palermo

Chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo

Funzioni istituzionali della Magistratura di Sorveglianza

La Magistratura di Sorveglianza è l’organo giurisdizionale istituito con la legge di riforma dell’Ordinamento Penitenziario del 26/7/1975 N. 354, in attuazione degli articoli 3 e 27 della Costituzione. La sua funzione istituzionale è quella di sorvegliare sulla esecuzione della pena inflitta con la sentenza di condanna penale irrevocabile, nel rispetto dei  principi                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               deiprincipi costituzionali e delle norme dell’Ordinamento Penitenziario che stabiliscono che le pene previste dalla legge non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, devono tendere anche alla rieducazione del condannato in relazione all’evoluzione della personalità del soggetto e alla sua capacità d’inserimento nella società libera attraverso gli strumenti espressamente previsti dalla legge.

La Magistratura di Sorveglianza si compone di due organi giurisdizionali rispettivamente con competenza monocratica e collegiale: l’Ufficio di Sorveglianza e il Tribunale di Sorveglianza, costituiti, il primo presso ogni tribunale con sede nel capoluogo di provincia e, il secondo, in ogni distretto di Corte di Appello e Sezione distaccata di Corte di Appello. Le diverse competenze dell’Ufficio e del Tribunale di Sorveglianza sono disciplinate dalle norme del Codice di Procedura Penale ( art. 677 e segg.) e dell’Ordinamento Penitenziario.

La struttura dell’Ufficio di Sorveglianza è costituita da uno o più magistrati di sorveglianza e da personale amministrativo, ed ha competenza territoriale estesa al territorio del capoluogo di provincia.

Il Magistrato di Sorveglianza decide sulle seguenti materie: liberazione anticipata, permessi premio e di necessità, sospensione e rinvio provvisorio dell’esecuzione della pena detentiva e delle misure di sicurezza, esecuzione domiciliare della pena detentiva ex lege n. 199/2010, applicazione e revoca delle misure di sicurezza, esecuzione delle misure alternative, approvazione dei programmi di trattamento rieducativo, reclami avverso provvedimenti disciplinari, rimedi risarcitori per violazione dell’art. 3 CEDU ai sensi dell’art. 35 ter O.P., remissione del debito, rateizzazione e conversione delle pene pecuniarie, applicazione ed esecuzione delle sanzioni sostitutive, autorizzazione corrispondenza e colloqui telefonici dei detenuti, domanda di grazia.

Svolge inoltre attività di vigilanza sugli Istituti Penitenziari attraverso visite e audizioni dei detenuti, e controlla che il trattamento del condannato o internato venga attuato in conformità ai principi costituzionali e dell’ordinamento penitenziario. La competenza territoriale si basa sul luogo di detenzione, di residenza o del domicilio dell’interessato.

Il Tribunale di Sorveglianza svolge esclusivamente funzioni giurisdizionali a livello distrettuale ; è composto dal presidente, da tutti i magistrati degli uffici di sorveglianza del distretto e da professionisti esperti in psicologia, servizi sociali, pedagogia, psichiatria e criminologia, nominati ogni tre anni dal CSM. L’organo che decide è costituito da quattro componenti: il Presidente, uno dei Magistrati di Sorveglianza in servizio presso gli uffici di sorveglianza del distretto sotto la cui giurisdizione ricade il condannato o il soggetto detenuto sulla cui posizione deve deliberarsi, e da due esperti; ha competenza territoriale distrettuale ed esclusiva in materia di concessione della riabilitazione, di applicazione delle misure alternative alla detenzione in carcere ( detenzione domiciliare e affidamento in prova ai servizi sociali); provvede sulla estinzione della pena per esito positivo della misura, sul rinvio e la sospensione dell’esecuzione della pena nei confronti di donna incinta o madre di minore e soggetti affetti da gravi patologie.

Decide sui reclami avverso i provvedimenti emessi dal Magistrato di Sorveglianza in materia di: liberazione anticipata, rimedi risarcitori ex art. 35 ter O.P., permessi, limitazioni e controllo della corrispondenza del detenuto; in sede di appello, decide sulle impugnazioni avverso le decisioni del magistrato di sorveglianza in ambito delle misure di sicurezza.  

  L’udienza dinanzi alla magistratura di sorveglianza si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del difensore e del rappresentante dell’ufficio della Procura Generale; l’interessato libero può partecipare personalmente e, se detenuto, solo se ristretto nell’ambito del distretto, e può presentare memorie. Le decisioni sono emesse con ordinanze adottate in camera di consiglio ricorribili in cassazione.

La Corte Costituzionale, con due pronunce del 2014, ha dichiarato che gli interessati possono chiedere che il procedimento di sorveglianza dinanzi al Tribunale e quello dinanzi al Magistrato di Sorveglianza per l’applicazione delle misure di sicurezza si svolgano nelle forme dell’udienza pubblica.

Sia il Tribunale che il Magistrato di Sorveglianza procedono, nelle materie di rispettiva competenza, su richiesta dell’interessato, del pubblico ministero, del difensore o di ufficio, e per alcuni benefici anche su richiesta dei prossimi congiunti, con udienza in camera di consiglio a norma dell’art. 666 c.p.p..

Per le riabilitazioni, le valutazioni sull’esito dell’affidamento in prova al servizio sociale, le remissioni del debito, le rateizzazioni e conversione delle pene pecuniarie, l’esecuzione della semidetenzione e della libertà controllata, si procede senza formalità con ordinanza emessa inaudita altera parte, a norma dell’art. 667 co. 4° c.p.p. La parte interessata può comunque fare opposizione all’ordinanza ed attivare il procedimento ex artt. 666 e 678 CPP.