Associazione Nazionale Magistrati - Comunicati

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13/11/2013  - Comunicato di solidarietà per i Presidenti ed i colleghi delle sezioni “misure di prevenzione” degli Uffici Giudiziari del Distretto di Palermo
La cronaca degli ultimi giorni testimonia la crescente tensione che sta manifestandosi nel delicato settore delle misure di prevenzione a carico di soggetti indiziati di appartenere a sodalizi di tipo mafioso.

Alla maggiore incisività delle misure di carattere patrimoniale, corrisponde un ingravescente nervosismo di coloro i quali a vario titolo vedono i loro interessi minacciati dall’azione legittima dell’Autorità Giudiziaria.

Non si può se non constatare, sulla scorta di quanto denunciato dal Presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, che negli ultimi mesi sono stati raggiunti da minacce più o meno esplicite, oltre a diversi giudici, anche numerosi amministratori giudiziari e periti impegnati nella stima di beni in sequestro, e che decine di aziende sono state vandalizzate per renderne ancor più difficoltosa l’opera di recupero al tessuto imprenditoriale sano.

La Giunta Sezionale di Palermo dell’A.N.M. esprime con determinazione la vicinanza della magistratura associata ai colleghi giudicanti dell’intero distretto che operano in un settore che costituisce la vera punta di diamante dell’azione repressiva dello Stato, certa che intimidazioni reiterate e sempre più sfacciate non potranno infiacchirne l’impegno o la serenità di giudizio.

Al contempo, invita le forze sane della società civile a contribuire al recupero di un clima di distensione, realizzabile anche attivandosi verso quelle frange di malcontento che, abilmente alimentate da chi contrasta il recupero delle aziende in sequestro alle regole del libero mercato, sembra orientarsi contro la magistratura individuandola come un ostacolo per la proliferazione dei propri interessi.

Invita le Autorità all’uopo preposte ad attivare ogni opportuna iniziativa a tutela dell’incolumità e della serenità dei magistrati.

Il Presidente, Andrea Genna

Il Segretario, Giovanni D’Antoni