Associazione Nazionale Magistrati - Comunicati

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14/11/2013  - Comunicato della Giunta Anm di Palermo sulle minacce ai colleghi della Procura della Repubblica
La Giunta Sezionale di Palermo dell’Associazione Nazionale Magistrati si associa alle parole già espresse dalla Giunta Esecutiva Centrale, che accoglie come testimonianza della vicinanza dell’intera magistratura associata verso i colleghi della Procura della Repubblica di Palermo raggiunti dalle minacce provenienti da un esponente di "Cosa Nostra” ormai definitivamente condannato alla pena dell’ergastolo.

Nondimeno, attraverso il presente comunicato, la Giunta intende aggiungere l’accorato afflato di tutti i magistrati del distretto di Palermo sia verso i colleghi dell’ufficio del Pubblico Ministero colpiti dalle medesime minacce, sia in particolare verso l'amico e collega Nino Di Matteo.

Lavorando al suo fianco, i Magistrati di Palermo hanno infatti modo di apprezzarne quotidianamente “sul campo" le doti professionali e caratteriali che gli consentono di continuare a dedicarsi infaticabilmente al lavoro, onorando coi fatti il giuramento di obbedienza alle Leggi dello Stato e di adempimento secondo coscienza dei doveri dell’Ufficio, che accomuna tutti coloro i quali amministrano Giustizia.

Appena ventiquattro ore fa questa Giunta, allarmata per le preoccupanti notizie concernenti i giudici che operano nel settore delle misure di prevenzione, aveva ammonito le forze sane della società civile a contribuire al recupero di un clima di distensione, ed aveva invitato le Autorità all’uopo preposte ad attivare ogni opportuna iniziativa a tutela dell’incolumità e della serenità dei Magistrati.

Non si può, oggi, se non ribadire, con immutata determinazione, il medesimo invito, nel convincimento che se il Giudice è chiamato ad applicare le Leggi dello Stato, spetta allo Stato garantire le condizioni di sicurezza necessarie perché il Giudice possa continuare ad operare con la dovuta serenità.

Nella prospettiva in esame, improntata alla tutela della democrazia prima ancora che della incolumità del singolo magistrato, è auspicabile che a soggetti pluricondannati ed assoggettati al regime dell’art. 41 bis O.P., venga impedita la diffusione all’esterno di proclami rivolti ad accoliti ancora pronti a raccoglierne i farneticanti deliri.

Il segretario, Giovanni D’Antoni

Il Presidente, Andrea Genna